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Il 22 luglio 2020 è stato emanato il Decreto contenente le “Disposizioni relative alle modalità di applicazione dell’articolo 223 del Decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, per il contenimento volontario della produzione e miglioramento della qualità dei vini a denominazione di origine ed a indicazione geografica”.

Si tratta di un aiuto destinato alle imprese viticole che aderiscono alla misura consistente nella riduzione volontaria della produzione di uve destinate alla produzione di vini di qualità a denominazione di origine e ad indicazione geografica, in pratica mediante la rimozione parziale dei grappoli non ancora giunti a maturazione ovvero la mancata raccolta di una parte degli stessi, in quanto pratiche agronomiche strettamente connesse all’obiettivo del miglioramento della qualità.

I beneficiari della misura sono i produttori di uva che coltivano sulla propria superficie aziendale uve destinate alla produzione dei vini DOP o IGP, e che siano in regola con la presentazione della dichiarazione di raccolta uve delle ultime cinque campagne.

Sono esclusi i produttori che beneficiano dell’aiuto della misura della “vendemmia verde” nella corrente campagna sulle superfici coltivate con uve destinate alla produzione dei vini DOP o IGP. Costituisce altresì elemento di esclusione la mancata presentazione di una delle dichiarazioni di raccolta uve presentate a partire dalla campagna 2015/16 fino alla campagna 2019/20.

L’impegno alla riduzione della produzione non può essere inferiore al 15% rispetto alla resa media aziendale regionale delle ultime cinque campagne, riferita alle tipologie di vino a DOP, IGP.
La media aziendale è calcolata sulla base delle dichiarazioni di raccolta uva presentate in ciascuna Regione, escludendo le campagne con la resa più alta e quella con la resa più bassa.

Inoltre, per beneficiare dell’aiuto, nelle superfici vitate aziendali destinate alla produzione di vini comuni, la resa produttiva non deve aumentare rispetto alla resa media aziendale regionale.
Il rispetto delle condizioni è verificato sulla base delle dichiarazioni di raccolta uve presentate dal beneficiario per la campagna vitivinicola 2020/2021, confrontate con la resa media aziendale regionale.

L’aiuto è determinato sulla base delle superfici che hanno concorso alla produzione delle seguenti tipologie di uve così come rivendicate con la dichiarazione di vendemmia dell’anno 2019/2020, con i seguenti importi massimi:
Uve destinate a vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT): importo massimo per ettaro: 500 euro
Uve destinate a vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC): importo massimo per ettaro: 800 euro
Uve destinate a vini a Denominazione di Origine Controllata Garantita (DOCG): importo massimo per ettaro: 1.100 euro

Per beneficiare dell’aiuto, il produttore presenta la domanda, in modalità telematica all’Organismo Pagatore, entro il 31 luglio 2020.

Il produttore che beneficia dell’aiuto si impegna a non incrementare, per la campagna vendemmiale 2020, la resa di produzione per le tipologie DOP, IGP e vino comune ottenuta nelle Regioni in cui non è stata presentata domanda o in cui questa non sia stata accolta, rispetto alla resa media regionale per le medesime tipologie. In caso di superamento della resa, decadono dall’aiuto tutte le domande presentate dal produttore.
Nel caso in cui le richieste di aiuto superino le risorse finanziarie, Agea redige una graduatoria unica a livello nazionale, ammettendo all’aiuto domande corrispondenti all’importo di dette risorse, maggiorato del 5%, considerando i seguenti criteri:
a) prioritariamente le domande con maggiore riduzione della produzione proposta rispetto al valore minimo, escludendo le domande con riduzione di produzione superiore al 50% rispetto al valore medio della riduzione della produzione delle domande ricevute; e
b) in via successiva, le domande con rese medie aziendali regionali più basse, desunte dalle dichiarazioni di raccolta uve.

Al termine delle verifiche previste l’OP procede, entro il 31 dicembre 2020, con il pagamento dell’aiuto ai beneficiari aventi diritto in misura non superiore all’importo ammesso e sulla base degli importi unitari eventualmente rideterminati al fine di non superare la dotazione finanziaria.

 

Catania, 24/07/2020
Domenico Daniele

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